Magia della salvezza

nello strazio di una madre

 

Sul suo volto era sceso un pallore mortale

mentre nei suoi occhi brillava una luce

sovrumana: il suo cuore di madre

si spezzava.

Suo figlio ora riceveva il battesimo

delle sue lacrime, dei suoi baci,

dei suoi pensieri più teneri.

Una luce raggiante racchiudeva madre e

figlio uniti nella sofferenza e nel dolore.

 

Tutto il sangue di quel cuore di madre si

vuotava dalle vene aperte, acuti e confusi

ronzii  le ostruivano le orecchie e la vita

le sfuggiva inesorabile.

 

Le pupille dilatate dall’angoscia si

soffermavano su quel corpo straziato,

lo curavano silenziosamente,

lo accarezzavano con dolcezza.

 Silenziose parole le uscivano senza

produrre alcun suono racchiudendo tutta

la tenerezza della sua anima, non vi è

strazio più acuto del dolore di una madre

che vede morire il proprio figlio.

 

Quando il figlio le fu deposto davanti lo

guardò attonita, scuotendo il capo.

Allargando le braccia come a supplicare

aiuto emise un suono crudo e terrificante,

indescrivibile.

Un suono che non era un vero suono:

era il nulla.

Era il suono del silenzio assoluto.

Un silenzio che gridava...

e gridava costringendo tutti a chinare

il capo come sotto una violenta

raffica di vento.

La perdita del figlio era la grande

struggente tragedia, il supremo dolore,

la gigantesca pietra

che le sue fragili spalle

avrebbero dovuto reggere.

Apparentemente lascia il corpo intatto

ma devasta e corrode la mente,

annulla il tempo

rendendolo vuoto ed inutile,

oscusa il futuro,

annuvola di pianto il passato e

riduce il tempo ad un attimo: 

a quell’attimo che diventa eterno!

 

Guardate il mio figliolo...

su questa orribile croce

perde tanto sangue.

Perché.. perché mio Dio...

lo fai soffrire così.

Figlio... dolce figlio mio...

La vita vorrei offrire

per ogni goccia del tuo sangue.

Cuore dammi  forza

Io ...che ti ho dato la vita ...

non posso fare nulla

per alleviare il tuo dolore.

L’anima è strappata a brandelli

il mio corpo è lacerato

la mia mente non esiste più

tanto è dilaniata dal dolore.

 

Come potrò vivere

senza sentire più la tua voce,

senza guardare

più la tenerezza nei tuoi occhi

e vedere, ora, oscurarsi

la dolcezza del tuo sorriso.

 

I miei occhi non hanno più lacrime,

la mia voce non ha più suono,

io muoio... figlio dolcissimo...

io muoio... con te...

 

                                           Magie        


 

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